von Nicole Bovini
Questa volta il D.I.R. e.V. si è ritrovato nel cuore dell’Europa: Strasburgo, città dal passato complesso e travagliato, posta al confine tra Francia e Germania e sede ufficiale del Parlamento europeo. Strasburgo è oggi la città simbolo del dialogo e dell’integrazione politica e giuridica europea. Il viaggio si è svolto dal 24 al 26 novembre 2025 e ha coinvolto circa 40 partecipanti.
Dopo un lungo viaggio, siamo arrivati a Kehl, ultima città prima di raggiungere il confine francese. Proprio qui ha sede il Centro per la Tutela Europea dei Consumatori (ZEV e.V.), presso il quale hanno sede anche il Centro Europeo dei Consumatori Germania ed il Centro Europeo dei Consumatori Francia. Abbiamo avuto l'opportunità di assistere ad una presentazione tenuta da due giuristi che lavorano presso il Centro, i quali ci hanno fornito delle prospettive particolarmente interessanti sui meccanismi che stanno alla base di pressoché qualsiasi attività che, in quanto consumatori, compiamo nella vita quotidiana.
Il team di cinque persone del dipartimento franco-tedesco si occupa infatti, oltre che dei temi generali della tutela dei consumatori, anche di acquisto immobiliare, diritto della locazione e questioni sanitarie, non solo nella regione di confine, ma in tutta la Germania e la Francia.
Come già anticipato, nel 2005 lo Stato tedesco e quello francese hanno affidato allo ZEV i compiti dei Centri Europei dei Consumatori, presenti in ciascuno Stato membro. In questo modo, lo ZEV è diventato l’unico centro binazionale di questa rete europea, estendendo le proprie competenze transfrontaliere all’intera Unione europea. Il centro di Kehl è quindi sia il più importante sia l’unico centro binazionale dell’intera rete.
Il progetto più importante dello ZEV è «Giustizia senza frontiere», attraverso il quale si offrono consulenze giuridiche preliminari gratuite ai cittadini che vogliono far valere i propri diritti oltre il confine fracno-tedesco. Inoltre, dal 2024 lo ZEV è anche un ente qualificato per le azioni collettive transfrontaliere a tutela dei consumatori.
Dopo questa prima interessante visita, è bastato attraversare un ponte - significativamente denominato “Ponte dell’Europa” - et voilà, eravamo già in Francia. Ci siamo quindi diretti verso il nostro ostello a Mundolsheim, al confine settentrionale della città di Strasburgo, per poi trascorrere la serata tra le vie del centro, già addobbate in vista del Natale.
La mattina seguente la sveglia è suonata presto: ci attendeva il Parlamento europeo. Quest’ultimo ha in realtà tre sedi principali ed è proprio a Strasburgo che hanno luogo le sessioni plenarie. Abbiamo infatti scelto il periodo dal 24 al 26 novembre del 2025 proprio per avere l’occasione di assistere ad una seduta plenaria. Come prevedibile, erano presenti numerosi visitatori provenienti da tutta Europa e, per questo motivo, i controlli di sicurezza hanno richiesto più tempo del previsto, ma l’atmosfera vivace e curiosa ripagava ogni attesa.
Prima di salire in tribuna, però, abbiamo avuto la grande opportunità di incontrare il MEP Daniel Freund, deputato tedesco del Gruppo dei Verdi. Il colloquio si è concentrato soprattutto sulla protezione dei valori nell’Unione Europea ed, in particolare, sulla Rule of Law (“stato di diritto”). È tuttavia necessario chiarire brevemente il significato di questo concetto nel contesto dell’Unione Europea.
Negli ultimi 15 anni, infatti, l’attenzione si è focalizzata su tale valore poiché diversi Stati membri lo hanno violato. Questo processo di riflessione è culminato in una definizione legislativa della Rule of Law, contenuta nel regolamento sulla condizionalità.
Si assiste dunque ad una comprensione progressiva diquesto valore: una definizione non ancora completa, ma almeno specifica (ad esempio, il principio della certezza del diritto). Proprio con riferimento allo Stato di diritto, il MEP Freund ha illustrato in modo dettagliato come sussista un evidente rischio di violazione da parte dell’Ungheria, non solo di questo valore ma anche di altri principi fondamentali dell’Unione Europea, con particolare riguardo ai fenomeni di corruzione e alla distorta destinazione dei finanziamenti europei, che incidono anche sul paesaggio urbano ungherese.
In un secondo momento abbiamo assistito a quello che è stato forse il momento più atteso dell’intero viaggio: la seduta plenaria del Parlamento europeo. In particolare, abbiamo seguito gli interventi di diversi europarlamentari sullo stato della democrazia all’interno dell’Unione. Particolarmente emozionante è stato, poi, l’intervento dell’europarlamentare Abir AL-Sahlani in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la quale, vestita di arancione, come molti altri presenti, ha denunciato pubblicamente la responsabilità maschile nella violenza di genere, ricevendo un lungo e sentito applauso.
Nel pomeriggio ci siamo diretti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, dove abbiamo dapprima assistito alla proiezione di un documentario sulla Corte, seguita da una presentazione sul ruolo e sul suo funzionamento a cura del dott. Konrad Vossen. Nella seconda parte della visita, il dott. Andreas Skavlan, giurista norvegese, e la dott.ssa Lucrezia Rossi, giurista italiana, hanno illustrato più nel dettaglio la divisione del lavoro all’interno della Corte, soffermandosi in particolare sui diversi sottogruppi, ciascuno competente prevalentemente per uno specifico Stato.
La sera, lasciate alle spalle le istituzioni europee, ci siamo idealmente catapultati in Marocco, cenando in un ristorante marocchino nel cuore di Strasburgo, che ci ha accolti con sapori e atmosfere diverse.
L’ultimo giorno, il nostro itinerario ci ha condotti al Consiglio d’Europa, tappa conclusiva del nostro viaggio. Il Consiglio ha sede nel famoso Palais de l’Europe, il cui ingresso è costeggiato dalle bandiere dei 46 Stati membri. Qui abbiamo partecipato ad una visita guidata dell’emiciclo dell’Assemblea parlamentare del Consiglio, durante la quale ci sono state illustrate la storia e la funzione dell’istituzione.
Successivamente, il dott. Schnutz Dürr, giurista austriaco, ci ha parlato dell’interessante cooperazione tra l’Unione europea ed il Consiglio d’Europa. Un esempio significativo è rappresentato dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, gestita dal Consiglio d’Europa, e dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE, giuridicamente vincolante per le istituzioni dell’UE e gli Stati membri. Le due non vanno confuse; a tal proposito, è stato chiarito che l’Unione Europea partecipa come 47° membro alla Convenzione. È stato infine più volte ricordato come la Russia sia stata esclusa dal Consiglio d’Europa in seguito all’invasione dell’Ucraina nel 2022.
Il viaggio si è concluso con un aperitivo al Sicht.Bar di Offenburg, occasione perfetta per condividere ancora un ultimo momento insieme prima del rientro a Colonia, consapevoli di aver vissuto un’esperienza intensa e formativa che rimarrà a lungo nei nostri ricordi.